Razer Deathadder V2 | Recensione

Razer Deathadder V2 · Recensione Lampo

 

Sensore da 650 IPS e 20K DPI

Ergonomia adatta a qualsiasi impugnatura

Switch ottici 

Rotella tattile

Piedini in PTFE

Calibrazione automatica Smart Tracking

Pulsante comodo per cambiare profili nascosto alla base

Il prezzo attuale non giustifica un upgrade da versione precedente

 

 

 

 

INDICE

 

Razer Deathadder V2 · Il sensore più potente di sempre

Razer non ha certo bisogno di presentazioni. Da un’azienda leader nel settore delle periferiche da gaming non potevamo che aspettarci un top di gamma nella categoria mouse gaming per FPS. Un sensore esagerato con un tracciamento da 650 IPS e 20mila DPI, nuovi switch con attivazione ad infrarossi a garantire una maggiore precisione e durabilità, ed altre chicche che andremo a vedere, per quella che è la migliore versione del Deathadder di sempre.

Razer Deathadder V2 recensione

Razer Deathadder V2

 

 

Razer Deathadder v2 specifiche tecniche

Specifiche Tecniche

  • Marchio Razer
  • Prodotto Deathadder V2
  • DPI 20.000
  • Tasti 8 pulsanti programmabili
  • Sensore Ottico Focus+
  • IPS 650
  • LOD smart/regolabile
  • Dimensioni  12,7 x 6,2 x 4,3 cm
  • Peso 82 g
  • Collegamento Cavo USB (lunghezza 2,1 m) 
  • Illuminazione RGB Razer Chroma
  • Software Razer Synapse 3.0
  • Polling rate 1000 hz

 

Design

Una formula vincente non si cambia, semmai si migliora, ed è proprio questo il concetto alla base del design del nuovo Deathadder V2. La forma è pressoché identica alla versioni precedenti, con un’ergonomia neutra per destrorsi tale da favorire qualsiasi tipo di impugnatura, a prescindere dalla grandezza delle mani. Diversi, invece, gli accorgimenti estetico-funzionali al fine di ottimizzare ulteriormente ogni aspetto legato all’esperienza di gioco, a partire dal rivestimento esterno del mouse, realizzato in un materiale plastico antiaderente.

Razer Deathadder V2 design

La rotellina, definita da Razer, tattile, è in effetti una novità rispetto alla versioni precedenti del Deathadder. Ogni minimo spostamento, in avanti o indietro, è piacevolmente scandito da un feedback tattile, grazie alle scanalature realizzate dal supporto gommato e pixellato. Il mouse pesa circa 20 grammi in meno rispetto al modello Elite, ovvero 82 grammi, e come se non bastasse è dotato di un nuovo cavo intrecciato ultraleggero, denominato Speedflex. Se possedete un Cooler Master MM710 dovreste sapere di cosa stiamo parlando, in pratica è leggero come un laccio di una scarpa da tennis, praticamente inesistente.

Razer Deathadder V2 rotellina tattile, cavo speedflex

Rotella tattile, cavo Speedflex

Sul fondo troviamo dei larghi piedini in PTFE che, uniti alla superba qualità del sensore Focus+ che presto andremo ad analizzare, permettono un tracciamento fluido e accurato su qualunque superficie. Ma le novità non si fermano qui.

Razer Deathadder V2 piedini PTFE

Pulsante per cambiare i profili integrati e piedini in PTFE

Accanto al sensore troviamo un pulsante che permette di impostare, di volta in volta, uno dei 5 profili disponibili sulla memoria integrata, o di passare a qualsiasi profilo presente su cloud tramite Razer Synapse 3.0. Questo tasto, quasi nascosto, ci rivela quindi un’altra caratteristica non presente nelle versioni precedenti, ovvero una memoria on board, che permette al Deathadder V2 di essere un perfetto canditato tra i migliori mouse gaming per PS4 e PS5.

 

Software

Razer Deathadder V2 si affida al nuovo software Synapse 3.0. Non basterebbe una singola recensione su un mouse gaming per descrivere le innumerevoli possibilità di utilizzo di quest’applicazione, soprattutto se utilizzata in combinazione con altri prodotti Razer come tastiere e cuffie gaming.

Il programma, comunque, è dotato di un’interfaccia semplice ed intuitiva. Basterà cliccare sulla voce mouse per accedere ai classici sotto menù, qui evidenziati da una grande fascia verde, che vi permetteranno di:

  • Riassegnare i tasti con nuovi comandi e funzionalità · Customize
Synapse 3.0 configurazione tasti Razer Deathadder V2

8 tasti facilmente programmabili

  • Impostare la sensibilità ed altre funzionalità base richiamabili da Windows · Performance

Potrete impostare 5 livelli DPI partendo da un minimo di 100 fino a 20 mila DPI e con step di 50 unità per volta. Il polling rate sarà già impostato al valore ideale, ovvero 1000, mentre richiamando le impostazioni base di Windows, tramite la voce Mouse Properties, assicuratevi di aver disattivato l’opzione aumenta precisione puntatore.

Impostazioni DPI

  • Regolare le luci RGB, scegliendo tra effetti semplici e statici piuttosto che dinamici come RGB Chroma · Lightining

In questa sezione potrete anche regolare l’intensità della retro-illuminazione su una scala da 0 a 100 e decidere se far spegnere le luci dopo un certo periodo di inutilizzo del vostro mouse da gaming.

Effetti statici o dinamici con il supporto ai 16,8 milioni di colori di Chroma RGB

  • Affidarvi allo Smart Tracking o impostare in maniera manuale i parametri per la calibrazione del sensore in base alla superficie · Calibration

Quest’opzione evidenzia in realtà una delle caratteristiche più importanti del nuovo e potente sensore Focus+, ovvero il fatto di auto-calibrarsi in maniera intelligente in base alle diverse superfici, garantendo sempre il livello ottimale della Lift off Distance. Se non sapete cosa sia la LOD  date un’occhiata alla guida su come scegliere un mouse gaming al relativo paragrafo.

Per i più esigenti, o forse increduli, Razer lascia la possibilità di passare ad una modalità manuale dove sarete voi a decidere il cut-off ideale per regolare la vostra Lift off Distance.

Synapse 3.0 Smart Tracking Razer Deathadder V2

Calibrazione Smart Tracking

Vi posso già anticipare che la modalità Smart Tracking funziona alla grande. Il mouse scivola bene sia su un tappetino ad hoc che sulla mia scrivania in legno con la massima precisione. Il mio consiglio personale quindi è di lasciare la modalità smart e godersi questa funzionalità.

 

Performance

Lo abbiamo detto più volte, il Deathadder V2 è dotato del sensore ottico più potente del momento. Con 20 mila DPI potreste giocare anche ad una risoluzione 8k su un TV da 70 pollici, mentre i suoi 650 IPS non lasciano scampo alla minima imprecisione: non potrete mai raggiungere una velocità superiore a questa per far sì che questo mouse si perde un vostro tracciamento.

Se il sensore è un vero e proprio flagship, gli switch interni non sono da meno. Il Deathadder V2 incorpora il fiore all’occhiello della più recente tecnologia proprietaria Razer, utilizzata anche nelle nuove tastiere gaming Razer Huntsman. Stiamo parlando degli switch opto-meccanici.

Razer Deathadder v2 switch ottici

switch proprietari con attivazione ad infrarossi

switch ottici Razer Huntsman

Sebbene la funzione sia meccanica, l’attivazione vera e propria dell’input viene generata dal rilascio di un fascio di luce ad infrarossi che chiude il circuito senza un vero e proprio contatto fisico da parte dello switch. Tutto ciò permette a questi interruttori di essere 3 volte più veloci rispetto ai precedenti standard e di avere una durabilità garantita per 70 milioni di click, rispetto ai 50 assicurati dagli switch Omron del Deathadder Elite.

Dopo una intensa settimana di gioco divisa tra Call of Duty Warzone, Apex Legends ed Overwatch non posso che confermare l’estrema qualità e affidabilità di questo mouse. Il click dei pulsanti, così come lo scorrimento della rotella, restituiscono sempre un feedback tattile ben scandito e preciso al millesimo di secondo. Non c’è dubbio di avere tra le mani un prodotto che identifica, in questo momento, il meglio della tecnologia Razer e degli standard molto elevati, difficilmente raggiungibili dalla maggior parte dei competitors.

 

Prezzo e Conclusioni

Il Razer Deathadder V2 venduto attualmente ad un prezzo di circa 75,00 €, è sicuramente in linea con quello che offre, ovvero prestazioni da primo della classe. Un best buy da comprare ad occhi chiusi se avete bisogno di un nuovo mouse gaming per FPS.  La vera domanda da porsi è se vale la pena acquistarlo come upgrade di una versione precedente come il Deathadder classic o l’Elite. Dal mio punto di vista no.

I precedenti modelli del Razer Deathadder, all’attuale stato delle cose, sebbene inferiori al V2 in aspetti prettamente prestazionali, non giustificano una nuova spesa (eccessiva) per quest’ultima versione. Tuttavia se desiderate a tutti i costi il meglio del meglio, un mouse gaming a prova di futuro che potrebbe darvi soddisfazioni anche nei prossimi 4-5 anni a venire, pur avendo una versione precedente, potreste prenderne seriamente in considerazione l’acquisto.

Razer Deathadder v2 verdetto finale

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